Cronologia ricostruita da memorie familiari e appunti storici. Bozza archivistica
Indirizzo: Area Artigianale, 15 – 83047 Lioni (AV) – Italia
Se vorrai, in una fase successiva possiamo “ancorare” le tappe con date più precise, fotografie, documenti e testimonianze.
This page presents an extended family chronology of Molino Miele, from early mechanical workshop activity and milling innovation, through war and reconstruction, to later expansion and modernisation. The text is intentionally archival and will be refined over time with dates, images, and documents.
Tutto comincia nel 1913: Michele Raffaele Miele conosce la futura consorte Teresa Vuotto di Lioni. Michele era già titolare, insieme ai fratelli (Pasquale, Raffaele, Antonio), di una rinomata officina meccanica che realizzava impianti per molini e oleifici. Seguendo il legame con Teresa, apre una succursale dell’officina a Lioni.
La genialità di Michele lo porta a brevettare numerose macchine innovative, tra cui un dispositivo per regolare le macine dei molini a palmenti (macine in pietra). Oltre ai brevetti, avvia iniziative industriali in Irpinia, tra cui una fabbrica del ghiaccio.
Michele si avventura in partecipazioni infrastrutturali (raccordo dell’Acquedotto Pugliese e sorgenti di Cassano), ma alcune operazioni non risultano favorevoli. Sopraggiunge una grave malattia che lo porta alla morte, lasciando sei figli e debiti importanti.
Il primogenito Angelo, a soli 18 anni, si ritrova capofamiglia. Bisogna sostenere la famiglia e ripagare i debiti. Prosegue l’officina e la collaborazione con gli zii ad Andretta.
Nel dopoguerra, usufruendo di una legge per il ricollocamento degli invalidi di guerra (Mario lo è), i fratelli decidono di aprire un moderno molino. La piazza è già occupata e subiscono ostacoli: in particolare il rifiuto della fornitura di energia elettrica, allora gestita da imprese locali.
L’ostacolo viene aggirato con una colletta tra i contadini interessati, con patto di restituzione tramite macinazioni future (uso umano e animale). Con quei fondi si acquistano motori a gas povero: il molino opera senza energia elettrica, con un impianto a 3 passaggi e due palmenti (granone e uso animale).
In pieno boom economico, Angelo continua a progettare un molino più grande e lavora anche a un carburatore per automobili con risparmio di benzina. La famiglia diversifica: officina, molino, autolavaggio e oleificio stagionale.
Dopo il sisma del 1962 la vecchia casa Vuotto-Miele subisce danni. Si accede a finanziamenti agevolati: Angelo ottiene un mutuo trentennale per installare un molino a 4 passaggi e chiede al Comune un terreno in località San Bernardino per una piccola industria legata al carburatore già brevettato.
Anni di lavoro intenso finalizzati al completamento degli appartamenti per le famiglie: si lavora dalle 4 del mattino fino a sera. Nel 1975 si procede alla divisione dell’indiviso in tre quote (molino / officina / oleificio-autolavaggio con piani abitativi).
La progettazione strutturale maggiorata, pensata anche per la presenza di macchine vibranti, diventa un elemento determinante per la tenuta dell’edificio nel 1980.
Grazie ai contributi post-sisma (ex legge 219/81 e normativa regionale), viene installato un molino a 10 passaggi di macinazione accelerata, tuttora in funzione.
Negli anni ’90 si registrano cambi societari e riassetti delle quote. Nel 2014 entrano nella compagine sociale i figli di Michele, segnando un passaggio verso la terza generazione e un rinnovamento dell’assetto.
Nota: alcuni passaggi (date precise, denominazioni societarie, importi) possono essere verificati e normalizzati in una versione “documentata” con atti, visure e materiale d’archivio.